Scuola dell'infanzia - primaria - secondaria di primo grado - Centro Territoriale Permanente per l'educazione degli Adulti. 

La Storia
Le Tradizioni
L'Arte
La Rinascita


La Tavolata di San Giuseppe


La Corsa di
San Leoluca
Il Venerdì Santo

Un' antica tradizione corleonese tenuta viva da sempre dalle confraternite è quella del Venerdì Santo. La popolazione è svegliata dagli spari di "mortaretti" il cui rombo assordante echeggia scandendo il passare del tempo fino al momento della deposizione di Cristo. Verso mezzogiorno ha inizio la solenne funzione religiosa nella chiesa Madre, che per l'occasione si riempie di fedeli e di curiosi venuti per assistere al processo e alla crocifissione di Gesù Cristo. Le prime file vengono occupate dalle varie Confraternite che rappresentano una fervida testimonianza di fede e religiosità che non ha pari in tutta la Sicilia Occidentale. Alla fine della funzione, e cioè verso le tredici, i sacerdoti, le confraternite e tutti i fedeli, accompagnati dalla banda musicale, si avviano verso l'ex Ospedale dei Bianchi per portare la statua ivi conservata in processione ed incamminarsi verso il Monte Calvario, teatro finale del martirio del Cristo. Tutto il paese segue con devozione l'evento, recandosi sul Monte Calvario a pregare e ad attendere il boato dei "mortaretti" che annuncia la morte del Cristo. Nella tarda serata, tutte le confraternite si recano sul Monte Calvario per deporre il Cristo dalla croce, accompagnati anche in questa occasione da due spari per ogni chiodo tolto. Contemporaneamente gli "Abitini" dell' Addolorata preparano la statua per portarla in processione insieme alla " Vara " del Cristo deposto. La processione, seguita da almeno cinque mila persone, in testa le autorità politiche e religiose, gira per le vie del paese accompagnate dalle solenni marce funebri composte dal maestro Cipolla. Devozione e fede, religione e pietà: questo è il Venerdì Santo di Corleone.